Vuoi fare
l’uomo?
Domande aperte
su nuove forme
di maschilità
Come collettivo Maschile Plurale Bologna abbiamo capito di avere più domande che risposte, ecco alcune di quelle che ci piacerebbe fare anche a te:
devo essere forte?
autoritario? sicuro? anaffettivo?
devo essere un duro?

E se fossi un altro uomo?
Io mi sento insicuro, curioso, sensibile, sognatore e in trasformazione.
Privilegio o gabbia?
E se fossero entrambe le cose? Riconosco di avere tanti privilegi in quanto uomo, come quello di potermi muovere ovunque senza paure o giudizi. Ne godo e mi costringe allo stesso tempo.
Posso star zitto e ascoltare?
Non mi piace che mi diano sempre la parola per primo e mi chiedo: perché sono ritenuto competente solo in quanto uomo?
Cosa mi aspetta?
E tutte le aspettative che mi sento addosso?
Ma chi l’ha detto che devo essere sempre performante, preparato, reattivo e competitivo?
E la violenza?
Mi assumo la mia responsabilità per la violenza che a volte, come uomo, sento di esercitare e la contrasto nel quotidiano.
Tutto d’un pezzo?
Anche no! Meglio tanti pezzi e tutti diversi! Vivo quella maschile come un’identità in mutamento, non definita, molteplice, che attraversa una fatica e uno spaesamento, per la richiesta di continuare a rispondere a un ruolo che mi vuole protettivo, possessivo e performante.
O meglio pensarci su?
Sono un uomo che porta un carico di dubbi e debolezze, e fare i conti con le mie fragilità è un lavoro quotidiano, faticoso ma necessario.
E qui le domande del singolo diventano una questione collettiva.
Noi di Maschile Plurale Bologna siamo un gruppo di persone che si riconoscono in un’identità di genere maschile e/o socializzate come uomini che s’incontrano per praticare l’autocoscienza, in dialogo e in continuità con le pratiche femministe.
Personale o politico?
Facendo tesoro degli insegnamenti femministi, siamo convinti che “il personale è politico” e per questo vediamo nell’autocoscienza sia un metodo che consente una maggior consapevolezza di sé, sia una pratica politica, la prima espressione del nostro attivismo.
A cosa ci serve l’autocoscienza?
- a confrontarci condividendo emozioni, dubbi e vissuti;
- a riappropriarci di noi stessi in maniera trasformativa e colorata;
- a scoprire privilegi, stereotipi e modelli del sistema patriarcale, per sviluppare alternative sostenibili, per noi in primis.

Come facciamo autocoscienza?
Basandoci sull’esperienza del nostro gruppo e sulla pratica di altri collettivi, abbiamo definito degli accordi di base incentrati su fiducia, ascolto attivo e autogestione.
Non usiamo figure che facilitano e cerchiamo di dare a ogni persona uno spazio sicuro e riservato in cui poter parlare senza giudizio.
Partendo da spunti quotidiani e imprevedibili indaghiamo la nostra esperienza e scopriamo, tra imprevisti e silenzi, modi femministi di vivere cura, relazioni, potere, affetti e solidarietà.

Ci attiviamo?
Sentiamo la pratica dell’autocoscienza come fondamentale ma non sufficiente, per questo ci poniamo in confronto con tutte le realtà impegnate nel contrasto alla violenza di genere e con quelle al lavoro sulla decostruzione della maschilità egemonica.
Vogliamo diventare agenti di un cambiamento per pensare nuovi modi di essere maschi, mettendo in discussione il sistema patriarcale, e mettendoci la faccia.
Sempre più spesso ci capita di essere chiamati a eventi pubblici, e a incontri con collettivi, associazioni e scuole, presentando la nostra attività e il nostro posizionamento tramite laboratori e percorsi per persone di tutte le età.

Se sei interessato alle nostre attività o vuoi ricevere informazioni sull’autocoscienza puoi scriverci qui: maschilepluralebologna@gmail.com
